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UNIVERSOPOLITICO
blog di attualità e di cultura politica
politica interna
5 maggio 2008
La modernità del Compromesso Storico
Il Compromesso Storico è stato il punto più alto che la politica italiana abbia mai toccato. Tuttavia per analizzarlo e commentarlo bisogna avere bene a mente il contesto storico entro cui si inquadra.

Ci troviamo infatti nei primi anni 70, politicamente è passato un decennio dal primo centro-sinistra, da molti criticato e combattuto. 
Il primo evento da ricordare è infatti il tentativo di golpe che sarebbe dovuto avvenire nel 1964, il cosidetto Piano Solo, orchestrato dal generale De Lorenzo e dall'allora presidente della Repubblica Segni, temendo che la stagione riformista potesse continuare ancora a lungo.
Altro evento da ricordare è il golpe, avvenuto la notte tra il 7 e l'8 dicembre 1970, realizzato da Valerio Borghese e da alcuni reparti delle forze armate, che per fortuna non andò a buon fine.
Il terzo evento da ricordare è il golpe avvenuto l'11 settembre 1973 in Cile, dove alcuni reparti dell'esercito, guidati dal generale Pinochet ed avallati dalla CIA, rovesciarono il democratico governo di sinistra (non comunista) di Salvador Allende che stava realizzando importanti riforme nel paese.
Infine non va mai dimenticato che in Italia operava un'organizzazione "segreta" collegata alla NATO che doveva impedire alla sinistra di andare al governo, la Gladio.
Altresì c'era una massoneria molto forte e ramificata che di fatto controllava l'esercito.

Siamo dunque nel momento storico in cui qualcuno, attraverso la Strategia della Tensione, potrebbe rovesciare l'ordinamento democratico ed imporre un nuovo regime autoritario.
Due statisti di uno spessore politico che va oltre l'eccellenza,Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, capirono la situazione e seppero reagire con una soluzione che in sè era rivoluzionaria: unire le forze democratiche che hanno maggiore consenso nel paese per arrivare ad una realizzata politica dell'alternanza, segno di democrazia e trasparenza, che metta fine ai moti reazionari e sovversivi che operano sotto lo Stato.

L'inizio di tale strategia fu l'astensione comunista ad un governo democristiano, purtroppo però non si andò oltre poichè Moro venne rapito ed ucciso da quel sistema che stava combattendo.
Il presidente Andreaotti, finita la crisi Moro, impedì ai comunisti di entrare al governo, come invece questi si aspettavano e tutto tornò alla situazione precedente. Tuttavia la vita dei partiti che uscirono da quella tragica situazione fu breve, un decennio, quello che sarà poi il decennio meno fecondo della politica italiana.

Ora si dirà, in cosa è attuale il Compromesso Storico?
La sua attualità è insità nel fatto che le fratture sociali sono sempre negative, sopratutto perchè in questo momento la politica italiana è molto lontana dai cittadini, la politica è sentita come negativa ed il voto è sempre meno idealizzato e sempre più personalizzato.
Ora la convergenza parallela di tutti i politici italiani è quella di riformare il nostro ordinamento, avvicinarlo alla realtà, rendere le istituzioni più snelle ed efficienti, far rinascere la voglia di politica degli italiani, troppo distratti e spassionati ad essa; ond'evitare il proliferare di leader populisti e demagogici che fanno il male del nostro Stato.
Il pericolo odierno non è il terrorismo ma la non partecipazione che fa dell'amministrare un lavoro freddo e lontano, da troppi usato a fini meramente personali. Oggi va salvaguardato non lo Stato ed il suo ordinamento, ma il cittadino ed i suoi interessi.
fotografia
11 aprile 2008
Enrico Berlinguer

 


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permalink | inviato da FrancescoA. il 11/4/2008 alle 11:33 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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